Monte Primo: tutela e valorizzazione di un sito archeologico di altura

Nella mattinata di oggi, 16 maggio 2026, noi alunni delle classi 2^A e 3^A del Liceo Classico, accompagnati dalla professoressa di latino e greco Michela Di Paolo ci siamo recati presso il Comune di Camerino per partecipare a una conferenza davvero interessante intitolata "Monte Primo: tutela e valorizzazione di un sito archeologico di altura". È stata un’opportunità bellissima, che rientra nel progetto scolastico "Il piano delle arti" , e che ci ha permesso di comprendere come la storia che studiamo ogni giorno sui libri non sia qualcosa di chiuso nel passato, bensì scritto direttamente sulle nostre montagne e nel territorio in cui viviamo, per noi ancora tutto da scoprire.
Durante l'incontro, gli esperti ci hanno spiegato che le indagini archeologiche non si fermano a un solo punto isolato, ma sono un vero e proprio sistema di siti d'altura tra loro connessi. Parliamo di vette come Monte Primo, che arriva a circa 1300 metri di quota, i Piani di Montelago, Monte Castellano e Monte di Mistrano, tutte situate nella dorsale umbro-marchigiana degli Appennini. Questo grande progetto è nato grazie a una ammirevole sinergia che vede la collaborazione dell'Università di Camerino, della Nuova Soprintendenza e dei Comuni di Camerino, Sefro e Pioraco, uniti per ricostruire le nostre radici e far nascere un turismo più consapevole e sostenibile.
La parte che ha affascinato di più è stata scoprire il metodo di lavoro utilizzato, grazie alla collaborazione di competenze tra geologi e archeologi e storici. Per avere un impatto minimo sulla natura, gli studiosi hanno usato metodi non invasivi: si sono serviti di immagini satellitari di Google Earth e mappe termografiche, che sono in grado di leggere le differenze di calore del terreno. Le zone "calde" indicano la superficie asciutta e rocciosa, mentre quelle "fredde" indicano un suolo più umido e con vegetazione attiva, rivelando dove potrebbero nascondersi antiche strutture sepolte.
Tutto questo lavoro tecnologico si collega a scoperte iniziate già negli anni '70 grazie alle segnalazioni di cittadini privati, che trovarono i primi frammenti di fauna e ceramica d'impasto dell'Età del Bronzo e a sopralluoghi della dott. Lollini. Ricerche successive, guidate da Laura Bonomi Ponzi, hanno poi confermato l'importanza di questa rete di montagne trovando terrazzamenti artificiali e piccoli bronzetti votivi del VI-IV secolo a.C. e oggetti fino all’epoca romana, mentre a valle, vicino a Pioraco, è stato rinvenuto addirittura un intero ripostiglio pieno di oggetti di bronzo.
L'equipe, dopo aver osteggiato la fatica e le difficoltà dell'alta quota, ci ha potuto mostrare le foto e i dati del "Saggio 6", uno scavo mirato effettuato in una delle zone di Monte Primo. A poca profondità nel terreno, gli archeologi hanno trovato un livellamento della roccia calcarea di natura antropica: i frammenti di ceramica, infatti, erano a diretto contatto con la roccia. Solo in questo spazio sono stati recuperati ben 250 frammenti tra ceramiche e tegole, fondamentali per dare un'età precisa al sito. E una volta finito, ogni saggio è stato richiuso con teli protettivi, terra e zolle d'erba, per lasciare la montagna esattamente come l'avevano trovata.
Le scoperte hanno sicuramente dimostrato la valenza strategica del sito, che per la sua posizione sovrastante e centrale era un luogo di frequentazione numerosa e aveva anche un valore cultuale, come dimostrano i significativi oggetti ritrovati con carattere astrale e simbolica.
Uscire da scuola per partecipare a questa conferenza ci ha davvero cambiato il modo di guardare i paesaggi che vediamo ogni giorno dalle finestre delle nostre classi. Quelle vette che ci sembrano solo natura o uno sfondo per le passeggiate, sono in realtà dei veri e propri libri di storia scritti all'aperto. Vedere i grafici e l'incredibile lavoro di squadra degli archeologi e geologi ci ha fatto capire che difendere il nostro patrimonio culturale non è una cosa noiosa da adulti, ma un'avventura unica fatta di passione e scienza. Come ragazzi, questa giornata ci ha aiutato a riscoprire da dove veniamo e ci ha ricordato che il futuro e la bellezza di questo territorio appartengono anche a noi, se ci impegniamo in primis a studiarli con curiosità, a valorizzarli seriamente e promuoverli. In una parola….ad amarli come meritano!
Jenny Lapucci, III Liceo Classico

