Giornata della memoria 27 gennaio 2026
Lezione del prof. Francesco Rocchetti agli studenti delle classi quinte
"Lo sterminio nazista delle persone disabili"
Aula Magna IIS VARANO ANTINORI
«Eutanasia», secondo il codice burocratico della Cancelleria del Reich e dell’organizzazione delle SS e dei medici che vi erano impegnati, indicava il trattamento scelto per la soppressione di vite definite indegne di essere vissute (lebensunwert) e giudicate troppo onerose per lo Stato. Il criterio della «incurabilità», del tutto generale e generico, consentiva ampia discrezionalità nella scelta delle persone da sottoporre al programma di morte.
Questo prese il via nell’ottobre 1939 con la denominazione, appunto, «Aktion T4», dall’indirizzo di Tiergartenstraße 4, una villa berlinese da cui venne coordinato l’intero progetto. I malati venivano trasferiti in psuedo-ospedali predisposti e adibiti a centri di sterminio: a Grafeneck, Brandeburgo, Bernburg, Hartheim, Sonnenstein, Hadamar. Qui le persone venivano uccise con iniezioni o in camere a gas, col criterio poi usato su vasta scala nei campi di sterminio per ebrei, sinti, rom, omosessuali. Ai parenti dei malati il trasferimento alle nuove “cliniche” veniva inizialmente comunicato con la giustificazione della opportunità di nuove terapie mediche, mentre la soppressione veniva certificata quale conseguenza di cause naturali o di intervenute complicazioni.
Dall’inizio del T4 alla sua chiusura ufficiale, si stima che le vittime siano state tra le 70.000 e 80.000.
Fonte: https://www.settimananews.it/societa/il-genocidio-nazista-dei-disabili/
