Destinazione libertà

USCITA DIDATTICA A BARBIANA - 24.04.2026 (classi: 5°A-B SU)

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Immersi nel bosco del Mugello, nell’Appennino toscano, sembra quasi di ritrovarsi in un mondo sospeso, fuori dalla realtà odierna. Un cammino tortuoso, libero e incontaminato, che apre alla relazione con la natura e dà spazio a riflessioni acute, porta a una piccola realtà ricca di democrazia, parole, ricordi ed emozioni: la scuola di Barbiana. Questa fu fondata da Don Lorenzo Milani nel 1956, a seguito del trasferimento del sacerdote nella frazione di Barbiana, nel comune di Vicchio, avvenuto nel 1954. Ancora oggi la scuola viene conservata con amore e dedizione. 

Ascoltando le parole di Fiorella e Piero, ex alunni del priore, si passa dai libri che raccolgono le memorie della scuola al cuore stesso della didattica, applicata non soltanto per imparare a leggere, ma a vivere. Fiorella ci parla di quanto Don Milani desse importanza e dignità a ciascun allievo senza discriminazioni, del fatto che riuscisse a far sentire “gli ultimi” i primi e, con gli occhi colmi di gioia, recita a memoria vari estratti delle opere scritte collettivamente. Piero, dal canto suo, descrive il maestro ricordandolo anzitutto come persona, inoltre narra le infinite esperienze vissute con lui, rendendoci partecipi della sua integrità morale e del suo metodo genuino. Ma ciò che accomuna profondamente le testimonianze di Piero e Fiorella, al di là dei singoli aneddoti, è il sentimento di stima sconfinata che provano per Don Milani, così come il bisogno di rendere testimonianza della cura totale, della dedizione e dell’amore che il priore riservava ai propri alunni.

Entrare nella scuola di Barbiana significa fermare il tempo e immaginare il riscatto dei bambini e dei ragazzi che vi hanno studiato più di sessant’anni fa; significa anche attivare il pensiero critico, capire e ricordare i principi della Costituzione italiana e sentirsi grati di poter imparare in libertà, intesa come diritto inalienabile dei giovani. Sapere che nel secolo scorso la scuola italiana non era davvero per tutti lascia dell’amaro in bocca, eppure conoscere l’impegno educativo e civile di figure come quella di Don Milani dona le lenti per vedere la realtà con occhi diversi: è questo il senso dell’“I CARE”.

Amelia Karolina Rzepecka, 5°B SU

Francesco Carlo Pontoni, 5°A SU

Docenti accompagnatori: Patrizia Tolomeo, Giuseppina Maria Fabiani, Valerio Buccolini

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