Agostino Regnicoli in Aula Magna, alla scoperta dei dialetti marchigiani

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Lunedì 23 febbraio scorso l’aula magna dell’istituto ha ospitato una lezione speciale del linguista Agostino Regnicoli, esperto di dialettologia e collaboratore scientifico dell’Università di Macerata. Rivolta agli studenti del biennio linguistico e delle scienze umane, la conferenza si è articolata attorno a due temi principali: la complessità e il valore culturale dei dialetti marchigiani e l’affascinante impresa di tradurre un libro classico, conosciuto a livello mondiale.

Regnicoli ha innanzitutto introdotto la ricchezza linguistica dell’area marchigiana, spiegando come i dialetti della regione – e in particolare quelli dell’area maceratese – siano molto più che semplici “varianti dell’italiano”, ma costituiscono sistemi linguistici strutturati, con fonetica, morfologia e lessico propri. Un’interessante lezione illustrata da carte tematiche ha mostrato la  complessità linguistica della nostra regione che varia da nord a sud in forme così differenti da offrirne un intricato  mosaico espressivo.

Il momento più atteso della lezione ha riguardato poi uno dei progetti più noti  che Regnicoli ha promosso negli ultimi anni: la traduzione in dialetto maceratese de Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry, ribattezzata Lu pringipittu.

Pubblicato nel 2022 dalla casa editrice Vydia, Lu pringipittu non è una semplice trasposizione umoristica, ma bensì il frutto di un’attenta riflessione linguistica sul dialetto locale. L’opera, che ha riscosso interesse anche fuori dal territorio marchigiano, è strutturata con una premessa che guida alla lettura, un glossario delle parole più complesse e illustrazioni originali, e ha raggiunto una posizione di rilievo anche nel panorama nazionale dei testi dialettali.

Nel dialogo con gli studenti, Regnicoli ha sottolineato l’importanza  formativa  e culturale di tali attività;  tradurre un classico in un dialetto non significa semplicemente “divertirsi con le parole”, ma piuttosto dimostrare la piena dignità linguistica dell’idioma dialettale: ogni espressione linguistica porta enormi potenzialità espressive, anche per  concetti e pensieri profondi , emozioni complesse e messaggi universali.

La lezione si è chiusa con un invito ai giovani a non sottovalutare il valore dei dialetti e delle lingue minoritarie. Come ha evidenziato Regnicoli, il lavoro linguistico su di essi non è un’attività marginale, ma un contributo fondamentale alla conservazione del patrimonio culturale che ci appartiene e che è doveroso mantenere intatto.

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